{"id":33,"date":"2025-02-20T13:25:51","date_gmt":"2025-02-20T12:25:51","guid":{"rendered":"http:\/\/viadegliabati\/?page_id=33"},"modified":"2025-03-11T14:17:08","modified_gmt":"2025-03-11T13:17:08","slug":"cenni-storici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/cenni-storici\/","title":{"rendered":"CENNI STORICI"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Cenni Storici&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto, il percorso della via Francigena che oggi conosciamo \u00e8 quello descritto nel suo diario di viaggio dall\u2019Arcivescovo Sigerico, nel ritorno da Roma verso Canterbury tra il 990 e il 994. Giunto a Pontremoli e dovendo attraversare l\u2019Appennino, Sigerico scelse la via del passo della Cisa ( Monte Bardone ), che consentiva di raggiungere, disegnando un ampio arco, le citt\u00e0 della pianura ( Fidenza, Piacenza, Pavia ).<br>Esisteva tuttavia anche un altro percorso, pi\u00f9 antico, che oggi viene chiamato Via degli Abati, che passava attraverso i monti ed era utilizzato gi\u00e0 dal VII secolo soprattutto da chi viaggiava a piedi, quale tragitto pi\u00f9 breve da Pavia a Lucca e verso Roma. La Via, utilizzata gi\u00e0 dai sovrani longobardi prima della conquista della Cisa, controllata dai bizantini, toccava anche l\u2019abbazia di Bobbio, nel cuore dell\u2019Appennino, dove i pellegrini diretti a Roma e provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche passavano a venerare le spoglie di San Colombano (+615), grande abate irlandese e padre, con San Benedetto, del monachesimo europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 in et\u00e0 longobarda, a Pavia ed a Lucca, sorgevano \u201chospitales\u201d di San Colombano. Il tragitto era parimenti seguito dagli abati di Bobbio per andare a Roma presso il pontefice, da cui l\u2019abbazia direttamente dipendeva. Gli abati di Bobbio furono sempre personaggi di grande rilievo, provenienti da ogni parte d&#8217;Europa, attratti dal fascino culturale, religioso e politico che il nome di Colombano e la potenza del Monastero esercitarono sulla societ\u00e0 del tempo.<br>Il cenobio di Bobbio, fondato dall&#8217;irlandose Colombano nel 613, ha costituito per un lungo periodo un indiscusso centro di cultura e di civilt\u00e0 per tutta l&#8217;Italia settentrionale (importantissimo il suo scriptorium), tanto da essere pi\u00f9 volte definito la &#8220;Montecassino del Nord&#8221;, Ancora oggi ne restano testimonianze significative, tra le quali il chiostro, il loggiato e la chiesa, riedificata nel 1400, al cui interno ammiriamo architetture e affreschi, uno splendido mosaico romanico dell&#8217;XI secolo, le tombe di San Colombano e di altri abati.<br>La concessione a Colombano dell&#8217;area per costruirvi il monastero fu un&#8217;intelligente iniziativa di re Agilulfo.<br>Egli, affidando a quest&#8217;uomo di indubbia personalit\u00e0 la fondazione dell&#8217;abbazia di Bobbio, compi un atto decisivo di quella lungimirante politica dei monasteri attuata dai re longobardi.<br>Collegato con i cenobi di Gravago (Val Noveglia), Corte Torresana (Borgo Val di Taro) e San Giovanni (Pontremoli), Bobbio consentiva un controllo completo del percorso per Roma attraverso l&#8217;Appennino. Fu centro strategico, nel sistema di strutture fortificate per la strada del Borgallo, la meno pericolosa delle vie per Roma, fino a quando Monte Bardone (l&#8217;odierna Cisa), rimase in mano ai Bizantini. Solo dopo la conquista della costa ligure, la cosiddetta &#8220;Marittima&#8221;, da parte di Rotari e della fortezza della Cisa, si affermarono altre strade, tra cui quella che diverr\u00e0 la pi\u00f9 famosa, la via Francigena o percorso di Sigerico.<br>Colombano muore il 23 novembre 615 e i suoi discepoli lo seppelliscono nella primitiva chiesetta. A reggere la comunit\u00e0 conventuale si alterneranno, in qualit\u00e0 di abati, seguaci del santo. Il convento si popola rapidamente: gi\u00e0 nel 643 conta centocinquanta monaci. Attorno ad esso sorge l&#8217;attuale citt\u00e0, un tempo sede diocesana e capoluogo di Provincia. I tentativi di sottomettere i monaci, sottoposti solo al potere papale, continueranno sino al XIII secolo, quando infine perderanno la loro autonomia in favore dell&#8217;episcopio.<br>Oggi, oltre al complesso monastico, a Bobbio \u00e8 possibile visitare la cattedrale (edificata nell&#8217;XI secolo), il Museo dell&#8217;Abbazia (con pregevoli pezzi quali un&#8217;idria in alabastro, numerose eulogie, una statua lignea di Colombano, ecc.), il castello Malaspina-Dal Verme &#8211; eretto su di una collina a dominare il paese dal XIV secolo, il Ponte Gobbo e il centro storico, che conserva ancora interessanti architetture medievali, ricco di negozietti che propongono prodotti locali (vini, funghi, ecc.).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antico itinerario, \u00e8 stato riscoperto verso la fine degli anni \u201890 da Giovanni Magistretti, studioso piacentino, autore di diverse relazioni sulla Via e membro dell\u2019Associazione, ed \u00e8 stato pubblicato nel maggio 2011 in una Cartoguida della Via degli Abati, realizzata con la collaborazione di alunni ed insegnanti dell\u2019Istituto per geometri &#8220;Tramello\u201d di Piacenza, delle sezioni CAI locali e grazie anche all\u2019intervento delle Amministrazioni locali. Nella Cartoguida viene presentato l\u2019intero percorso, lungo 125 km., suddiviso su due fogli con quattro facciate a colori, in scala 1: 25000, con l\u2019aggiunta di notizie di carattere storico, artistico ed ambientale sui territori attraversati dei Comuni di Bobbio, Coli, Farini, Bardi, Borgotaro e Pontremoli. Il tracciato viene indicato nelle tavole e sul terreno con la sigla VA e i segnali del CAI.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cenni Storici&nbsp; Come \u00e8 noto, il percorso della via Francigena che oggi conosciamo \u00e8 quello descritto nel suo diario di viaggio dall\u2019Arcivescovo Sigerico, nel ritorno da Roma verso Canterbury tra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-33","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/33","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/33\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":254,"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/33\/revisions\/254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/viadegliabati.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}